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AL CAVALLINO BIANCO

Operetta di Hans Muller e Erik Charell
musiche di ralph Benatzky
edizioni Suvini-Zerbini,Milano-Compagnia Corrado Abbati
Nuova produzione
adattamanto di Corrado Abbati
coreografie di Giada Bardelli
direzione musicale Marco Fiorini
regia di Corrado Abbati

Operetta di Hans Muller e Erik Charell  -  Musiche di Ralph Benatzky

Edizioni Suvini – Zerbini, Milano  -  Compagnia Corrado Abbati

Nuova produzione

Allestimenti dell’Ente Lirico Teatro G. Verdi Trieste

Adattamento di Corrado Abbati  -  Coreografie di Giada Bardelli

Direzione musicale Marco Fiorini  -  Regia di Corrado Abbati

 

Siamo in Austria, sul lago di S. Wolfgang, dove è situato l’Hotel Al Cavallino Bianco. Il primo cameriere dell’Hotel, Leopoldo, ama la belle proprietaria Gioseffa che però non lo degna di uno sguardo perché rivolge le sue attenzioni ad un giovane cliente italiano, l’avvocato Giorgio Bellati che, come ogni anno, trascorre le sue vacanze sul lago.
All’Hotel arrivano Zanetto Pesamenole, ricco industriale, e sua figlia Ottilia. Padre e figlia sono in vacanza i

n Austria per ritemprarsi, visto che hanno una causa pendente con un certo Cogoli, industriale padovano.

Sebbene il primo incontro fra il giovane Bellati e la bella Ottilia, non sia dei più felici, Leopoldo intuisce che

fra i due potrebbe nascere un amore e così, anche per allontanare Bellati dalle premure della signora Gioseffa

, organizza un incontro vis a vis fra Bellati ed Ottilia ma, pur riuscendo nel suo intento, viene licenziato in

tronco da Gioseffa. Leopoldo parte disperato. Cogoli, intanto, manda al Cavallino Bianco suo figlio

Sigismondo con la speranza che si innamori di Ottilia, in modo da finire, con un matrimonio, la causa con

Pesamenole. Sigismondo, "figlio di papà", viziato e un po’ snob, si invaghisce invece di Claretta, una ragazza

che ha buffi difetti di pronuncia e che non è certo ricca.. Lei e il padre, il buffo professor Hinzelmann,

possono permettersi un piccolo viaggio solo ogni tre anni a causa delle loro non floride condizioni

finanziarie. A questo punto le cose sono veramente complicate. Leopoldo ama Gioseffa, Gioseffa ama Bellati

, Bellati ama Ottilia, Ottilia dovrebbe sposare Sigismondo che invece è invaghito di Claretta e nel bel

mezzo di queste tresche amorose arriva l’Arciduca. Leopoldo riesce ad ottenere dal consiglio comunale che

l’Arciduca sosti per una notte Al Cavallino Bianco; Gioseffa, per ringraziarlo, lo riassume. Tutti si

preparano ad accogliere l’Arciduca con il massimo della cortesia ma nel bel mezzo della festa Leopoldo

fa una gran scenata di gelosia e tutto perché Gioseffa stava "amabilmente" conversando con Bellati.

Gioseffa si scusa con l’Arciduca che comprende e l’indirizza verso Leopoldo: "non bisogna cercare

la felicità lontano quando la si ha a portata di mano". Il lieto fine non è lontano. Le coppie sono ormai

formate: Sigismondo e Claretta, Bellati e Ottilia, Leopoldo e Gioseffa. E il processo? Anche quello a lieto fine

con buona pace del buffo Zanetto Pesamenole.