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CENA/BUFFET....AL CIBO ED AI VINI DELL'ABRUZZO

Teatro del sangro in arturo lo chef,un cameriere di villa S.Maria

Appunti di scenaVilla Santa Maria, uno splendido paese della provincia di Chieti, è nota in

Italia e nel mondo per essere “la patria dei cuochi”. L’origine della Cucina villese è veramente

antica. La leggenda vuole che i primi cuochi villesi risalgano al 1560, all’epoca dei Principi

Caracciolo, signori di Villa. Il principe Ferrante Caracciolo in quegli anni fondò la prima scuola

alberghiera; fu proprio da quella scuola che si sviluppò il seme che avrebbe fatto poi di

Villa Santa Maria la patria dei cuochi, i quali cominciarono nel corso dei secoli ad avventurarsi

per i paesi del mondo in cerca di fortuna. Nel 1939 infine viene istituito l’Istituto Professionale

Alberghiero, la prestigiosa Scuola che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per la

tradizione culinaria italiana. Nel nostro spettacolo Arturo, un giovane abruzzese dei giorni nostri,

racconta la sua storia, l’avventura di un ragazzo che dall’Istituto Alberghiero di Villa Santa Maria,

sognando  di diventare un grande chef, arriverà a lavorare in uno dei più famosi ristoranti di

Los Angeles, e lì… Con grande ironia e semplicità si racconta di Villa  negli anni ’90, degli inizi

 all’ Alberghiero, la passione per i fornelli, degli scontri con i genitori, l’arrivo a Los Angeles,

i primi amori, i colleghi e la dura  vita di cucina. Attraverso la storia di Arturo e della sua famiglia

vogliamo costruire uno spettacolo che riesca a raccontare pezzi, stralci, spaccati di vita dei giovani

cuochi di oggi, i loro sogni, i loro problemi, le sconfitte e i trionfi. Il giovanissimo Arturo  in famiglia

sente scoppiettare l’idioma abruzzese, idioma che tra i componenti adulti del “clan” spesso

rappresenta il mito dell’origine, il rifugio salvifico, l’identità ri-affermata, mentre per lui, per

il giovane cuoco oramai pronto alla conquista del mondo (ossia  l’America, gli Stati Uniti

d’America) significa solo emarginazione e disprezzo. Inizia così l’avventura di un ragazzo

che costruisce su di sé una visione dell’America come terra  da conquistare. Conquistare

l’America, il successo, la notorietà attraverso la grande passione per la cucina… e farla finita

con l’Abruzzo! Da quel momento Arturo  vive tutte le fasi della sua vita nel pieno di una forte

contraddizione psicologica, in una specie di lunga crisi d’identità, indeciso tra la spinta

all’integrazione piena (cioè verso la piena conquista di una dimensione “moderna”) e la difesa

della propria radice autentica, rappresentata dal patrimonio di tradizioni dei genitori, di norma

antiquati e fatalmente antagonisti rispetto alle ambizioni dei figli.